Ma dove son finite?( Bambine di Psicologia parte 3°)

Da un pò di giorni Mimì é fortemente spinta a prender di nuovo il treno delle 55. Così, per cercar di dormire mezz’ora in più al mattino, ché in questo periodo ce n’é bisogno.
Stamane ha indugiato un pò e poi lo ha fatto, ha ritardato appositamente l’uscita dal letto ed ha preso quel treno.
Ha lasciato il Pippo che dormiva con le palpebre saldate da un doppio strato di cispe e pus ormai secco e solidificato.Deve esser per quello che stanotte non si é mai svegliato: non poteva aprirli, gli occhi.
Ci penserà il suo babbo stamani, ad aprirglieli, armato ci cotone imbevuto di acqua calda e del collirio che ier sera si é precipitato a prendere in farmacia, tanto ne ha fare poche di cose, il suo babbo, che vuoi che sia una più una meno.
Insomma Mimì ha viaggiato col treno delle 55.
Delle Bambine nessuna traccia.
O meglio, ce n’era una soltanto, seduta di fornte a lei, intenta ad assimilare ripetendo col solo labiale il nettare che sgorgava dal suo libro rosso di Scienze Sociali, mi pare.Mimì ha pensato che avesse proprio oggi l’esame di Scienze Sociali, perché la Bambina era pallida in volto, concentratissima, elegantemente vestita ma con i capelli unti, monoblocco, legati in una stretta coda.
Se lo ricorda bene Mimì, che quando si avevano gli esami non c’era tempo per lavarsi i capelli, eccome se se lo ricorda.
Insomma, ha pensato, ma tutte le altre Bambine urlanti dove sono?
Decisamente non si vedono più, ultimamente.
O son finite le lezioni, o lei, la Bambina seduta di fronte a Mimì, é l’unica ad aver superato quell’esame. L’esame di statistica.
Oibò.

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Informazioni su mimimetallurgica

Sono io ma sono anche MimiMetallurgica e non sono ferita nell'onore, solo a volte.Ho un marito architetto ed un Pippo che CI somiglia, anche se tutti dicono che somiglia solo a lui.Al marito. Non sono un operaio siciliano ma per vivere faccio software. E per farlo son diventata una pendolare. Non é mai stata la mia passione ( il software; il pendolarismo già di più ). Diciamo che é stata più che altro una sfida. Vinta, sotto tanti aspetti ma non tutti. Diciamo che il software lo amo e lo odio. Diciamo però che ormai non riesco più a separarmene. Diciamo che se mi permette di scrivere e di leggere la vita allora lo amo di più. Mi piace perché mi permette di leggere Storie e raccontare Storie ed é dalle Storie che si impara a vivere. Mi piace perché mi permette di leggere di Canzoni e scrivere di Canozni ed é anche dalle Canzoni che si impara a vivere. A vivere meglio. Le persone, le cose e le storie presenti in questo spazio stanno a metà fra la realtà e la fantasia. A volte.
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2 risposte a Ma dove son finite?( Bambine di Psicologia parte 3°)

  1. famekimika ha detto:

    ciao, sto mettendo su un piccolo negozietto virtuale dove poter esporre le mie creazioni in legno e non solo (collane, orecchini, oggetti da scrivania, portafoto, ciondoli, etc..), mi farebbe piacere se, quando hai tempo, volessi farci un salto giusto x curiosare! Basta cliccare sul mio link al blog.
    In caso contrario scusa il disturbo…

  2. AngelaC2 ha detto:

    Ciao Mimì!
    A volte ci si affeziona anche alle situazioni sconosciute, ma viste sbirciando. Ricordo anche io che alla seconda o terza volta che vedevo, in autobus, ragazzi studiare o parlare, mi interessavo mentalmente a loro e quando la volta successiva li incontravo mi avvicinavo guardinda, sperando si dicessero qualcosa dell’esame.

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