I capelli del Freccia Rossa

Il popolo del Freccia Rossa va di fretta ma non più di tanto, non come quello degli Eurostar normali, quelli vecchi.
Loro, quelli del Freccia Rossa, arrivano pochi minuti prima della partenza, si accomodano, quasi si addormentano subito oppure aprono il portatile, inseriscono la chiavetta e aspettano la Rete, senza di Lei sono persi, aridi, inservibili, sterili. Sono pochi quelli che leggono libri, molti telefonano; auricolare trendy é d’obbligo, altrimenti sei un pò out.
Credo che tutti si sentano un pò indispensabili, i frequentatori del Freccia Rossa. Fa importanti, fa un pò vip.
Io stessa se non mi fossi lavati i capelli la sera prima, a costo di dormire un’ora in meno e non avessi indossato la camicia buona e la borsa griffata (l’unica che possiedo) mi sarei sentita fuori posto.
Ora, una cosa però ho notato: chissà perché il popolo femminile del Freccia Rossa ha i capelli stopposi, infeltriti, biscolorati e, soprattutto, opachi, senza neanche un filo di seta?
Perché le donne, e soprattuto quelle in carriera, non danno aria, non danno pace ai propri capelli?
Non ne hanno il tempo? Oppure vanno spessissimo dal parrucchiere (anzi parrucchiera donna, un uomo si fermerebbe prima non c’é verso…)  a farseli cambiare continuamente, strapazzare di colori diversi, arricciare o stirare forzatamente.
Forse. Ci sta di sì. Nel vano tentativo di trovar pace loro stesse, mi sa. Eppure noi, noi che sul Freccia Rossa ci capitiamo per caso, noi che in carriera non lo siamo mai state e forse non lo saremo mai, ieri avevamo i capelli leggeri, setosi, lisci e lucidi. lavati la sera prima, in furia, con lo shampoo-balsamo tuttoinuno della coop.
Non so come sia potuto accadere, soprattutto considerando il fatto che nemmeno a noi ci sembra di trovar pace, no no.

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Informazioni su mimimetallurgica

Sono io ma sono anche MimiMetallurgica e non sono ferita nell'onore, solo a volte.Ho un marito architetto ed un Pippo che CI somiglia, anche se tutti dicono che somiglia solo a lui.Al marito. Non sono un operaio siciliano ma per vivere faccio software. E per farlo son diventata una pendolare. Non é mai stata la mia passione ( il software; il pendolarismo già di più ). Diciamo che é stata più che altro una sfida. Vinta, sotto tanti aspetti ma non tutti. Diciamo che il software lo amo e lo odio. Diciamo però che ormai non riesco più a separarmene. Diciamo che se mi permette di scrivere e di leggere la vita allora lo amo di più. Mi piace perché mi permette di leggere Storie e raccontare Storie ed é dalle Storie che si impara a vivere. Mi piace perché mi permette di leggere di Canzoni e scrivere di Canozni ed é anche dalle Canzoni che si impara a vivere. A vivere meglio. Le persone, le cose e le storie presenti in questo spazio stanno a metà fra la realtà e la fantasia. A volte.
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